(TESTO TRADOTTO DAL DANESE)
Chi atterrasse a Copenhagen allimprovviso, un qualsiasi giovedì sera, e chiedesse: cosa cè allOpera?… bene, avrebbe l’Imbarazzodella scelta! Al Copenhagen Music Theatre, The Motion Demon, al Teatro Reale dellOpera Il Barbiere di Siviglia (al teatro vecchio), Romeo e Giulietta (al teatro nuovo) e LIncoronazione di Poppea al Takelloftet. Bene, complimenti a Copenhagen, una metropoli dell’opera con tre produzioni nella stessa sera al Teatro Reale. Chi ha detto che l’opera sta morendo? Speriamo proprio che non sia così per gli artisti dell Incoronazione di Poppea,  un’opera scritta nel 1642, piena di polvere da sparo e di ormoni. E interpretata da cantanti che hanno tutti meno di trent’anni  i diplomandi dellAccademia Reale dellOpera. In questa occasione non mieteremo vittime, perché questa squadra scoppia di talento
UN DIFFICILE ESERCIZIO
I piaceri restano indivisi quando ci si butta in una produzione che offre le migliori possibilità di dimostrare sia il talento che la tecnica. LAccademia dell’Opera ha seguito le orme della Scuola di Teatro nella creazione di un percorso integrato, in cui tutti i giovani artisti possono sviluppare il proprio talento drammatico. La scelta è caduta sull’Incoronazione di Poppea; a nessuno tra i cantanti e tra il pubblico sarà stata risparmiata, solo due stagioni fa, l’orribile regia di David Mc Vicar al Teatro Reale. Presumibilmente questa sarà stata l’ispirazione per voler continuare nella stessa direzione, anche se questo avrebbe potuto rivelarsi un esercizio alquanto difficile. Ciò comunque non si è verificato, poiché questa volta la regia è stata affidata alle mani di Deda Cristina Colonna, una giovane regista italiana con eccellente talento e sensibilità per esprimere la dimensione erotica della pièce, valorizzando appieno lo spazio singolare del Takkelloftet, trasformandolo in una festa mobile per l’occhio e l’orecchio. Ci sono ripiani e praticabili in ogni angolo della sala, e canto e spettacolo su ognuno di essi. I personaggi salgono e scendono scale e scalinate e passano attraverso le file degli spettatori, tanto che potreste addirittura doverne fare accomodare una sulle vostre ginocchia, seduto in quarta fila. […] È la grottesca vicenda dell’imperatore Nerone, che non esita a chiamare il boia quando gli serve  in un angolo della scena; si vedono parti di corpi umani, appese come a ganci di macelleria; al piano di sopra, teste tagliate decorano le pareti del solitario boudoir dellimperatrice Ottavia. Ottavia, la disprezzata consorte di Nerone, interpretata da Ingeborg Børch con impressionante intensità drammatica, vestita senza pietà dei suoi ingombranti, scomodi abiti ufficiali, ci fa stare in pena quando deve salire sulla sua piattaforma reale solo per sedersi sull’orlo di un abisso. Furiosa infine contro quella Poppea che ha stregato Nerone – qui cantata dal soprano norvegese Lina Johnson, incantevole ragazza della periferia di Copenhagen, implicitamente colpevole nel suo fascino sexy ed urbano. […]
I costumi rimandano o ai film degli anni ‘60 Ghita Nørby and Malene Schwarz – forse è un’imboscata! Non è così per Nerone e Seneca. Nerone è nelle mani di Stina Schmidt, con il carisma di un falco, la voce di un’allodola pronta a volare come un’aquila, un Nerone veramente acuto, in cui c’è forza e coerenza nell’immediatezza dell’imperatore-ragazzo, ma anche delizia e vulnerabilità evidenti nelle scene d’amore, sia in lei che nella Poppea di Lina Johnson, e nella scena d’amore estatico e languente tra Nerone e Lucano ’Bocca, Bocca’,  soprano e mezzosoprano in un momento di estasi incandescente e devota. […]
NON PIANGETE
Come va a finire? Nel cast di stasera, danesi o stranieri, tutti sono destinati a ruoli più grandi sulla scena dell’Opera. Stasera non è sotto l’egida musicale della Royal Chapel Orchestra, ma di un di un gruppo di eccellenti musicisti barocchi, diretti da Jonathan Ofir. Non piangete, l’Opera è viva!
GregersDH.dk
[5/6 stelle ***** ]
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